{"id":513,"date":"2015-03-18T07:53:14","date_gmt":"2015-03-18T06:53:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comitatosantacristinasepino.it\/go\/?page_id=513"},"modified":"2015-03-18T07:53:14","modified_gmt":"2015-03-18T06:53:14","slug":"anno-1836","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.comitatosantacristinasepino.it\/web\/anno-1836\/","title":{"rendered":"Anno 1836"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019anno inizia con una lunga vertenza tra l\u2019Intendente, il Comune ed il Capitolo di S. Cristina circa le spese per il mantenimento della Chiesa di S. Cristina. l\u2019Intendente respinge le spese programmate dal Comune per aggiustare le campane. Sostiene che esse spettano al Capitolo, come \u201cmantenimento materiale della Chiesa\u201d. Il Capitolo \u201cha prodotto reclamo\u201d sostenendo, invece, che \u201cil Comune da lunga pezza esercita il dritto di patronato sulla Chiesa \u2026 tale dritto fu sanzionato dal Sovrano con suo exequator alla Bolla emessa da Clemente XII nel 1739 \u2026 Il Capitolo non \u00e0 rendite da far fronte alle urgenti spese occorrenti \u2026 Le sue entrate sono gravate di un significante numero di messe lasciate da\u2019 suoi benefattori \u2026 le rendite sono diminuite enormemente per le devastazioni fatte ai boschi per la ritenzione del quinto sui canoni \u2026 nonch\u00e8 pel tributo fondiario\u201d.<\/p>\n<p>Il Comune ha sempre provveduto anche \u201cper quant\u2019altro occorre pe\u2019 arredi\u2026\u201d:<br \/>\nIn novembre interviene anche il Vescovo sulla questione: Mons. Riccardi sostiene la stessa tesi del Capitolo e prega l\u2019Intendente di \u201cdare le sue pi\u00f9 energiche disposizioni onde venisse situato negli Stati un carico conveniente ed in proporzione del necessario per detta Chiesa su tutti gli aspetti \u2026\u201d L\u2019Intendente, per\u00f2, \u00e8 inamovibile ed \u00e8 del parere che il Comune non ha l\u2019obbligo di spese \u201cper bisogni di manutenzione del locale, di arredi sacri, cere ed altro\u2026\u201d. Il Clero deve chiarire le sue incompense. Il diritto di nomina dell\u2019Arciprete \u00e8 fatto sia dal Comune che dai Canonici sostiene e quindi ne derivano anche impegni finanziari\u2026 \u201c\u00e8 dovere del Clero Capitolare il provvedere al mantenimento di quella Chiesa che con la rendita della sua dote gli somministra \u2026 oltre agli avventizj non pochi de\u2019 quali il Capitolo per s\u00e8 dispone nelle due annuali festivit\u00e0 della Santa titolare, cui si ha speciale devozione\u201d.<\/p>\n<p>Il 5 dicembre il Sindaco, Domenico Antonio Tedeschi, convoca il Decurionato.<\/p>\n<p>\u2026Ha questi fatta le seguente mozione: Delicato ed urgente affare \u00e8 quello, o Signori, che mi ha obbligato a convocarvi; trattasi della difesa de\u2019 dritti della Patria, di quei dritti, che trasmessi a noi da lungo ordine di anni, si vorrebbero ora atterrare e distruggere, sol perch\u00e8 essendo ad essi attaccato con legiero dispendio, non \u00e8 questo compatibile coll\u2019economia, divenuta ormai un articolo di moda. Il Patronato sulla nostra Chiesa Collegiale \u00e8 quello, Signori, che ci si vorrebbe ritogliere, per far risparmio di una tenua summa annua, che avevate addetta al mantenimento di questo non spregevole edifizio. Voi non ignorate che da secoli immemorabili questo dritto si \u00e8 esercitato dai nostri avoli, conoscete perci\u00f2 che gli esiti per lo mantenimento della Chiesa han gravato sempre sul Comune, e ricorderete sicuramente, che pi\u00f9 migliaja si sono dal mille ottocento cinque in qua spesi per la ricostruzione della Chiesa in disame, pel campanile, organo, e quanto di meglio in essa vi esiste, e tutte queste ingenti summe sono state dal Comune somministrate non solo, ma parte di esse anche superiormente approvate sotto l\u2019impero delle antiche e nuove Leggi per l\u2019amministrazione interna, come pu\u00f2 chiarirsene ognuno, dando un\u2019occhiata agli Stati discussi, ed ai conti dei cassieri dei tempi andati. Se cos\u00ec \u00e8, o Signori, e se a voi cale conservare un Tempio che ha tanto costato, e che fora impossibil cosa, mancando, vederlo riposto nella penuria de\u2019 tempi correnti, e nello spirito il disprezzo che si ha per cose sacre, io prego SS. LL. prendere in seria considerazione l\u2019oggetto per provocarsi indi dalla Suprema Autorit\u00e0 della Provincia le opportune provvidenze.<\/p>\n<p>Il Decurionato, intesa la proposta del Sindaco, visto l\u2019Ufizio del Sig. Intendente del d\u00ec primo settembre ultimo, visto il parere della Consulta di Stato sanzionato dalla Regia approvazione sotto la data degli otto agosto del corrente anno, considerando che l\u2019Edificio Sociale trova nella Religione la pi\u00f9 salda base, e che perci\u00f2 fa d\u2019uopo tener fermo ai principii di nostra Santa Chiesa, ora piucchemai, che lo spirito di innovazione cerca sovvertirli tutti. Considerando che se la esterior pompa della religione non contribuisce alla purit\u00e0 dello spirito, ispira almeno colle sue maestose apparenze la venerazione ed il rispetto per quel Dio, che degnava farsi vedere sull\u2019Areb preceduto dal tuono, e cinto dalle nubi.<\/p>\n<p>Considerando che questa necessit\u00e0 \u00e8 avvolorata nel fatto dall\u2019obbligo che ne assiste, e dal dritto che da noi si vanta sulla nostra Insigne Chiesa Collegiale, dritto, che qual preziosa gemma dataci in fedecommesso dai nostri avi, sar\u00e0 da noi custodito e combattuto per farne restituzione a quelli che ci succederanno. Considerando che il nostro patronato \u00e8 riconosciuto non solo pel fatto dai nostri precedessori, ma \u00e8 consagrato benanche nella bolla di Papa Clemente XII, spedita nel mille settecento trentanove, colla quale fu la nostra Chiesa eretta ad insigne Collegiale, munita di Regio assenso. Considerando che quanto anche nessun conto volesse aversi della veneranda antichit\u00e0, e della volont\u00e0 di colui che ripristinava la Monarchia, ed innalzava da Provincia a Stato il nostro Paese avvi di epoca pi\u00f9 recente un parere della Regia Consulta del d\u00ec tre giugno ultimo di Sovrana approvazione, col quale si dichiara essere il Comune il Patrono della Chiesa.<\/p>\n<p>Considerando che questa Chiesa innalzata a Collegiale, avendo un Arciprete, la cui nomina compete al Popolo, non pu\u00f2 non esser del Popolo stesso la Chiesa, della quale ha facolt\u00e0 di scegliere il Pastore. Considerando che quanto anche volesse sofisticarsi esser la nomina dell\u2019Arciprete di diritto del Popolo e del Clero, ci\u00f2 non importa un Patronato misto, stante che il voto del Clero non ha nessun preponderanza sull\u2019altro del Popolo, dappoich\u00e8 il voto dell\u2019Ecclesiastico non ha alcuna prerogativa sull\u2019altro del pagano, tranne quella del numero.<\/p>\n<p>Considerando che il sopracitato parere della Consulta, o diciam meglio la Sovrana determinazione, che lo ha approvato, se ha mutata la forma della elezione con trasfondere dal Popolo al Decurionato la nomina dell\u2019Arciprete, non ha con ci\u00f2 derogato sicuramente ai dritti preesistenti, che il Popolo aveva, ma gli ha fusi nei di lui rappresentanti, per facilitarne la elezione.<\/p>\n<p>Considerando che la fondazione di questa Citt\u00e0 rimonda ad epoche remotissime, per cui non possono non dirsi edificati dal Popolo ne\u2019 suoi Tempj. Considerando infine che stante le sopra esposte ragioni dimostranti il Patronato, e stante la necessit\u00e0 in cui trovasi la Chiesa di urgenti ristaurazioni ad unanimit\u00e0 delibera doversi riconoscere ed aversi per vero il jus patronato del Comune sulla Chiesa Collegiale, ed aprirsi nello Stato di variazione un articolo addizionale di ducati quaranta annui da addirsi al mantenimento della Chiesa anzidetta, salve tutte le altre spese delle quali potesse abbisognare, da prelevarsi nelle occorrenze, previa la debita approvazione, dall\u2019articolo opere pubbliche.<\/p>\n<p>(ASC \u2013 Intendenza Molise \u2013 b. 864 \u2013 f. 18)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019anno inizia con una lunga vertenza tra l\u2019Intendente, il Comune ed il Capitolo di S. Cristina circa le spese per il mantenimento della Chiesa di S. 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